L’ARMONIA DELLE PROPORZIONI NELL’IMMAGINE PERSONALE

L’idea del “bello” è connessa alla concezione della bellezza come ordine, armonia e proporzione delle parti, che trovò piena espressione nella filosofia greca di cui vi ho parlato nel precedente post.

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L’immagine personale è un elemento importante del successo in quanto, lo si voglia o no, l’immagine che proiettiamo al esterno è una forma di comunicazione non verbale che trasmette messaggi agli altri. Ciò che indossiamo e il modo in cui ci poniamo, sono il risultato dell’immagine che abbiamo di noi stessi.

Utilizzare indumenti idonei per avere un’immagine adeguata in ogni occasione e situazione renderà più facile il riuscire a raggiungere i nostri obbiettivi. Se al contrario non adeguiamo la nostra immagine al contesto in cui ci troviamo, rischiamo di perdere delle opportunità e sarà necessario impegnarci di più per dimostrare il nostro valore e le nostre capacità.

È evidente che l’immagine non può essere un contenitore vuoto, dietro di essa ci devono essere capacità, attitudini, personalità e carattere, ma non va nemmeno sottovalutata, una buona immagine è in grado di aprire tante porte.

La bellezza è una lettera di raccomandazione che conquista subito i cuori

Arthur Schopenhauer
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Attualmente le aziende sono più attente alla loro immagine e di conseguenza a quella dei propri dipendenti a contatto con il pubblico. Inoltre vi è la credenza che la bellezza fisica svolga un ruolo importante nella possibilità di sviluppare buone relazioni sociali, in quanto correlata all’idea di maggiore abilità comunicativa e personalità più estroversa.

La maggior parte degli studi confermano che in molti settori la bellezza aumenta le possibilità di carriera. In una ricerca del 1993 si evidenziava come per il 50% degli impiegati intervistati l’apparenza esterna fosse un criterio molto importante, mentre per il 39% fosse un criterio piuttosto importante al fine di ottenere un posto di lavoro.

L’aspetto esteriore è un biglietto da visita con un impatto determinante al punto che, anche stando in silenzio, il nostro aspetto comunica informazioni che incidono nella percezione che gli altri hanno di noi. Evidentemente non possiamo, ne dobbiamo, cambiare quello che siamo, ma con una buona conoscenza di noi stessi possiamo lavorare per rafforzare e valorizzare la nostra immagine, mettendo in risalto ciò che siamo.

Nel concetto di bellezza estetica l’elemento fondamentale da considerare riguarda la struttura del corpo e le sue proporzioni. La ricerca delle misure ideali risale all’epoca romana quando, sulla base di studi di architettura, fu stabilito che un’anatomia perfettamente armoniosa e proporzionata era espressa con un numero: 1.618. Lo stesso Leonardo da Vinci, dopo numerosi studi sull’anatomia umana, confermò come questo fosse realmente il “rapporto aureo” delle proporzioni di un corpo chiamata anche proporzione divina.

In arte, la sezione aurea, ha occupato un posto importante sopratutto tra pittori  come Giotto e Cimabue, ritenendo che avesse una superiorità estetica, in quanto espressione della perfezione geometrica.

  • se si moltiplica per 1,618 la distanza che in una persona adulta e proporzionata va dai piedi al ombelico, si ottiene la sua statura;
  • se si moltiplica per 1,618 la distanza dal gomito alla mano (con le dita tese) si ottiene la lunghezza totale del braccio;
  • se si moltiplica per 1,618 la distanza che va dal ginocchio al anca, si ottiene la lunghezza della gamba, dall’anca al malleolo;
  • il rapporto tra la falange del dito medio e dell’anulare della mano sono aurei;
  • il volto umano è scomponibile in una griglia, i cui rettangoli hanno i lati in rapporto aureo.
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Un recente studio ha concluso che il fattore da prendere in considerazione nella figura corporea non è tanto la taglia ma ponderare queste tre misure:

  • giro petto nel suo punto più largo (B)
  • giro vita nel suo punto più stretto (W)
  • linea che unisce i fianchi alla vita (HW)

Moltiplicando, sommando e dividendo queste tre misure, si ottiene una cifra complessiva che dovrebbe avvicinarsi a 1.618, il “numero perfetto”. Il calcolo da effettuare è questo:

  • (B-W) x BW x 0,5 = misura del petto
  • (H-W) x HW x 0,5 = misura della taglia
  • misura del petto + misura della taglia / misura della taglia = la proporzione ideale

In base a questa teoria, più il risultato si avvicina a 1.618, più la figura sarà armoniosa e proporzionata.

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Un’altro numero ‘magico’ che indica il rapporto ideale vita/fianchi si ottiene misurando la vita in centimetri e dividendola per quella dei fianchi. Il risultato che si avvicina a 0,67 indica una buona proporzione. Essere alti o bassi non è un fattore rilevante in questo rapporto, importa invece che la distanza tra lo sterno e l’ombelico sia il doppio di quella tra l’ombelico e il pube.

Anche la lunghezza delle gambe è un elemento da considerare nelle proporzioni della figura. Saranno proporzionate se la misura dal busto a terra tenderà più o meno a corrispondere a quella dal busto alla testa. Se il busto è più lungo delle gambe allora queste ultime risulteranno corte, verranno considerate lunghe se invece avranno una misura superiore rispetto a quella del busto.

Il concetto di bellezza legato a valori estetici generici, in definitiva non sta nell’altezza, nella taglia o nel peso, ma nell’armonia delle proporzioni.

Gestire l’immagine correttamente ha un incidenza importante nel successo personale e professionale in quanto è una delle forme di comunicazione più potente per esprimere il proprio valore, ma alla fine, quello che vince nelle relazioni è la bellezza interiore, ciò che siamo veramente.

L’essenziale è invisibile agli occhi.

Picolo Principe

Ti aspetto nel prossimo post.

Joana