CATTIVE ABITUDINI CHE LIMITANO IL RAGGIUNGIMENTO DEI TUOI OBIETTIVI

È appena iniziato l’anno e probabilmente, come la maggior parte di tutti noi, ti sarai prefissato degli obiettivi per portare avanti i tuoi progetti o quanto meno avrai stilato una lista di buoni propositi per migliorare la tua vita, ma troppo spesso succede che non siamo in grado di mantenerli e svaniscono in poco tempo.

Statisticamente, il tempo di durata dei buoni propositi di inizio anno è di tre settimane. Siamo alla quarta settimana di gennaio, e, arrivato a questo punto, sei riuscito a mantenere la tua forza di volontà per proseguire o hai iniziato a mollare tornando alle solite cattive abitudini.

Tante sono le strategie motivazionali per aiutarci a mantenere un’auto-disciplina e avere la motivazione per aiutarci a superare queste difficoltà, tuttavia ho pensato di scrivere questo post focalizzandomi su qualcosa che è altrettanto importante per mantenere la determinazione. Si tratta di quelle ”cattive abitudini” che limitano la tua efficienza, impedendoti di portare a termine gli obiettivi di produttività, di salute e di benessere, e che una volta eliminate favoriranno uno stato d’animo positivo, più creativo e un maggior controllo della tua vita.

Le tue abitudini sono la chiave per il successo e determinano i risultati che avrai.

Chi sei oggi è il risultato delle abitudini che hai adottato fin dalla nascita e non è possibile sradicarle da un giorno all’altro. Tuttavia una volta che avrai deciso di rimuoverle una alla volta, potrai gradualmente portare avanti un cambiamento positivo nella tua vita eliminando le abitudini negative che ti impediscono di diventare ciò che desideri.

Molte volte capita che non ci si accorga di quanto nocive siano certe abitudini, o di non avere lo stimolo che ci da l’input necessario per decidere di cambiare. Ho fatto una selezione delle cattive abitudini più comuni che hanno un maggior impatto nel quotidiano, riguardanti la salute e la produttività, ma prima, mi soffermo un attimo su una breve definizione di cosa si intende per buone e cattive abitudini.

Le buone abitudini sono quelle che migliorano la nostra vita in generale e hanno un impatto positivo su di noi nell’arricchire, ottimizzare e potenziare la nostra condizione. Al contrario, le cattive abitudini sono quelle che richiedono poco tempo o impegno, ci danno una ricompensa con il minimo sforzo possibile, non hanno un impatto positivo di miglioramento nella salute e non arricchiscono la nostra vita.

Vediamo allora qualche abitudine da cambiare nella tua quotidianità per migliorare il tuo 2021:

1. SCARSO RIPOSO NOTTURNO

La mancanza di sonno peggiora la qualità della vita e altera le normali attività fisiologiche del corpo, causando stanchezza cronica, diminuzione dell’attenzione, perdita di memoria, irritabilità e ansia. Durante il sonno l’organismo intensifica la risposta immunitaria contro virus e batteri ed è proprio di notte che si rigenerano i reni e che si migliora la capacità di autoguarigione dell’organismo. Inoltre, un nuovo studio della Northwestern University sottolinea l’importanza di dormire bene, perché il sonno profondo ha la capacità di rimuovere i rifiuti dal cervello, tra cui le proteine tossiche che possono portare a malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Un sonno riparatore permette all’organismo di rigenerare i tessuti danneggiati, evitando l’invecchiamento precoce e preservando la salute delle cellule cerebrali. I benefici del sonno si manifestano a tutti livelli, sia per la produttività che per la salute e per la bellezza.

2. SEDENTARIETÀ

Siamo fatti per muoverci, è una condizione della nostra origine evolutiva. La mancanza di esercizio fisico è uno dei fattori che direttamente o indirettamente incidono nell’origine delle malattie del mondo moderno: ipertensione, infarto, ictus, tumori, obesità, diabete e altre malattie degenerative. La sedentarietà ci porta verso ad una regressione motrice e di conseguenza a una perdita di funzionalità di tutti i muscoli inclusi cuore, polmoni, vasi sanguigni e nervi. Il decadimento muscolare conseguente è un acceleratore dell’invecchiamento e ci fa sentire perennemente più stanchi rispetto a una persona attiva. Il movimento fisico regolare ristabilisce anche la corretta produzione di sostanze responsabili del nostro benessere psico-emotivo come la serotonina, dopamina, endorfine e ossitocina responsabili del buon umore, della serenità, della felicità, della gratificazione, della fiducia e dell’ottimismo. Fare attività fisica almeno cinque volte alla settimana è uno dei presupposti per mantenerci in salute e chi ha un lavoro sedentario, dovrebbe prendersi qualche pausa per muoversi limitando il più possibile il tempo in cui rimanere seduto.

3. SALTARE LA PRIMA COLAZIONE

Se la mattina non fai colazione o fai colazione in tutta fretta prendendo un caffè con la brioche, è arrivato il momento di mettere in discussione questa tua abitudine. Una colazione equilibrata e nutriente permette di affrontare la giornata con più vitalità ed energia, riattiva il metabolismo dopo il riposo notturno, da al cervello la carica di cui ha bisogno per affrontare la giornata, rendendoti più attivo e produttivo, migliorando il livello di attenzione e la capacità di memorizzazione, di ascolto e comprensione. Ricorda il detto ”Colazione da re, pranzo da principe e cena da povero”.

4. NON BERE ABBASTANZA ACQUA

L’acqua è utile non soltanto per dissetarsi, ma anche per favorire una buona digestione, eliminare tossine, mantenere l’organismo idratato e altri processi che garantiscono il nostro benessere e la nostra bellezza. Non assumere l’acqua necessaria durante il giorno comporta un accumulo di tossine e un conseguente affaticamento dei reni, difficoltando la loro importante funzione di eliminare il materiale di scarto del nostro corpo.

5. RINVIARE COMPITI DIFFICILI

Abbiamo una quantità limitata di energia mentale che si esaurisce gradualmente durante la giornata. Contemporaneamente diminuisce il nostro processo decisionale e la nostra produttività. Affrontare i compiti più complessi al mattino quando la mente è fresca ci aiuterà a superare la fatica decisionale.

6. MULTITASKING

È senza ombra di dubbio un killer della produttività. Il nostro cervello non è preparato per fare due cose alla volta e quando tentiamo di eseguire due compiti contemporaneamente rischiamo di non svolgerli correttamente. Questa abitudine crea più difficoltà nell’organizzazione dei pensieri, nel filtrare le informazioni e suppone un rallentamento nell’esecuzione delle attività.

7. ESSERE PESSIMISTI

Il pessimismo è una condizione che dipende soltanto da noi stessi, dalla nostra personale percezione della vita e dai nostri pensieri. Una gran parte di problemi esiste solo nella nostra testa, condizionando la nostra visione delle cose e la nostra felicità. Ci sono ovviamente dei problemi reali che non bisogna ignorare ed e necessario affrontare direttamente, ma una gran parte ha una soluzione più semplice di quello che crediamo. Allenarsi a trovare soluzioni a piccoli obiettivi quotidiani sarà molto utile per cambiare la prospettiva e per vedere il bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto. L’ottimismo è una componente fondamentale del ”Problem solving” e della resilienza, avendo anche una serie di benefici a livello fisico, relazionale e nel farci ottenere risultati migliori in campo professionale.

8. PARAGONARSI AGLI ALTRI

Fare un confronto con gli altri può essere utile e ci sprona a migliorare, ma questa abitudine può rivelarsi deleteria e distruttiva. La valutazione che una persona può fare di se stessa può comportare degli errori a causa dello squilibrio presente tra ”il conoscersi” e ”il piacersi”, dovuto al fatto che questi due bisogni possono non essere in equilibrio tra loro. La tendenza a confrontarci con gli altri è una pratica naturale, finalizzata alla valutazione di noi stessi che può aiutarci a migliorare, ma può diventare nociva se il paragone fa sentirci insicuri o in difetto.

La strategia più efficace è procedere a piccoli passi concentrandoci in cambiamenti a breve termine tenendo presente che ogni piccola azione avrà un impatto sul nostro futuro. Puoi formare una nuova abitudine grazie alla ripetizione per farla diventare un’azione automatica associata a uno stimolo. All’inizio cambiare una cattiva abitudine può risultare impegnativo, perché il cervello oppone resistenza e ci vuole uno sforzo intellettivo notevole. Ma con costanza il cervello abbraccerà la nuova abitudine inserendola in automatico nella tua quotidianità.

Ti aspetto nel prossimo post,

Joana